vin brulé (ricetta classica)

vin brulé (ricetta classica)

Dici vin brulé e pensi al periodo invernale, in particolar modo a quello natalizio, il più classico dei cliché.

Il profumo intenso delle spezie, la dolcezza e infine tutto il calore di una tazza di vin brulé, che ci riscalda dall’interno.

Bevuto tenendo la tazza tra le mani in giro per mercatini di Natale, o semplicemente seduti sul divano di casa, in un freddo pomeriggio d’inverno… poco cambia. Assaporare un buon vin brulé è uno di quei piaceri sottili che difficilmente si dimenticano.

Ma da dove arriva il vin brulé?

Ebbene, le sue origini sono davvero lontane. A quanto pare già gli antichi Greci, e successivamente i Romani, bevevano una sorta di vino addolcito con il miele e profumato di spezie locali. Al lato pratico, è probabile che inizialmente fosse un modo per recuperare e rendere “bevibile” un vino di scarsa qualità.

Nell’antica Roma si chiamava “conditum paradoxum” e veniva servito a fine pasto, un po’ come digestivo. Questa bevanda era piuttosto comune, tant’è vero che se ne parla addirittura in un ricettario dell’epoca, il “De re coquinaria”, scritto da un certo Marco Gavio Apicio.

Passano i secoli e siamo nel Medioevo. Con la diffusione in Europa di spezie orientali come la cannella e i chiodi di garofano, il vin brulé inizia ad assomigliare gradualmente a quello che conosciamo oggi. Tuttavia viene principalmente visto come bevanda tonica e rinvigorente, e apprezzato soprattutto per le sue qualità curative.

E’ in questo periodo che si comincia a parlare di “ippocrasso”, una bevanda a base di vino, spezie ed erbe aromatiche, dagli effetti (presunti) benefici sull’organismo. Il suo nome deriverebbe proprio da Ippocrate dell’antica Grecia, padre della medicina moderna.

Insomma, una storia avvincente… e tutto in un solo bicchiere di vin brulé! 🙂

 

vin brulé ホットワイン 
vin brulé, la bevanda che scalda l’inverno

 

Oggi il vin brulé lo si trova praticamente in tutta Europa, sebbene è nei Paesi centro-settentrionali (e in generale dove il clima è più freddo) che si esprime al meglio. Certamente esistono delle varianti in quanto a spezie e dosi, ma la base del Glühwein tedesco, o del mulled wine inglese o ancora del vin chaud francese è essenzialmente la stessa.

In Scandinavia c’è la versione più elaborata: il glögg. Particolarmente speziata, si tratta spesso di una sorta di mangia&bevi, perché la bevanda viene servita con una manciata di frutta secca (come mandorle e uvetta) all’interno della tazza. E ne esiste tra l’altro anche una versione decisamente più alcolica.

Qui sotto segue la nostra ricetta, piuttosto classica e poco zuccherata. Naturalmente la differenza la fanno le spezie: provate ad aggiungere l’anice stellato, il cardamomo o lo zenzero per un gusto più esotico.

Solo un consiglio, secondo noi importante: non usate vino economico, o perlomeno trovate il giusto compromesso. Perché se è vero che alla fin fine tutto viene cotto, la bassa qualità della materia prima rimane! 🙂





 

ingredienti (per 3-4 persone)

  • 1 bottiglia di vino rosso (750 ml)
  • 50 gr di zucchero
  • 1 stecca di cannella (20 cm circa)
  • 5 chiodi di garofano
  • un cucchiaino di noce moscata in polvere
  • 1 arancia (o 2 mandarini) non trattati
  • buccia di 1 limone non trattato
  • 1 mela piccola

 

preparazione

  1. lavate la frutta e asciugatela; tagliate l’arancia e la mela a fettine sottili (o a spicchi), e tenete da parte la buccia del limone
  2. in una pentola versate il vino, aggiungendo le spezie e la frutta, e poi lo zucchero; mescolate in modo che lo zucchero si sciolga
  3. cuocete a fuoco morbido per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto